Lombardia Europa 2020

Pubblicato venerdì 10 gennaio 2020

I Fondi strutturali motore per la crescita pulita

La Commissione traccia un bilancio sull'impatto delle risorse su lavoro, imprese, sociale, ambiente

di Redazione Lombardia Europa 2020

venerdì 10 gennaio 2020

Alla fine del 2018 il 72% delle risorse disponibili nei Fondi strutturali è stato impegnato. L’ammontare degli investimenti selezionati dagli stati membri è di 500 miliardi di euro, di cui 464 miliardi di euro già impegnati


I Fondi strutturali e di investimento europei sono lo strumento dell’Unione europea per promuovere la convergenza tra i 28 paesi membri, la resilienza e la coesione territoriale. Lo scrive la Commissione europea nelle prime righe della Comunicazione al Parlamento di Strasburgo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni, pubblicata il 19 dicembre scorso sull'implementazione dei Fondi strutturali europei.

Nel documento la Commissione guidata dalla neopresidente Ursula von der Leyen, traccia un bilancio dell’impatto dei Fondi strutturali sulla vita degli europei nel periodo 2014-2020. I Fondi strutturali si dividono in 5 categorie: il Fondo di coesione,  il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il Fondo per l’Agricoltura e quello per le attività marittime e la pesca. I risultati sono confortanti.

Alla fine del 2018 – dati disponibili dal 5 novembre 2019 - il 72% delle risorse disponibili nei Fondi strutturali è stato impegnato. L’ammontare degli investimenti selezionati dagli stati membri è di 500 miliardi di euro, di cui 464 miliardi di euro al risultano selezionati e con impegni di spesa assegnati. A ottobre 2019 il 36% della spesa sostenuta è stata trasferita agli stati membri. I settori maggiormente interessati dalla progettazione sono, in ordine di risorse assorbite, la competitività delle imprese, al primo posto, e a seguire i progetti di protezione ambientale e di uso efficiente delle risorse, ricerca e innovazione, inclusione sociale, economia a basso contenuto di carbonio, sicurezza sul lavoro, interventi di adattamento ai cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi connessi al climate change.

“Gli investimenti – scrive la Commissione – rispondono ai bisogni dell’economia reale attraverso iniziative e progetti che hanno creato posti di lavoro, crescita e investimenti, rafforzamento dei mercati nazionali, l’unione energetica e una più efficace governance dell’economia”.

Nel periodo 2014-2020, alla fine del 2018, i progetti già finanziati, implementati  in tutto o in parte rendicontati, hanno avuto un crescente impatto nelle politiche considerate strategiche dall’Unione:  più di 1,6 milioni di attività imprenditoriali – anche piccole e medie, incluse quelle agricole - sono state supportate e ciò ha permesso di creare più di 300 mila nuovi posti di lavoro. 26 milioni di cittadini europei sono stati aiutate con attività di formazione per la ricerca di lavoro; 8,6 milioni di europei soprattutto nelle aree periferiche e poco servite, oggi hanno una connessione internet più veloce. Inoltre più di 3900 km di linee ferroviarie sono state ricostruite o ammodernate e 60 milioni di europei hanno beneficiato dell’output di progetti in campo socio sanitario.  

Il punto sull’impatto dei fondi strutturali è accompagnato dalla considerazione sul contesto in rapido mutamento e sulla consapevolezza degli stati membri del ruolo decisivo che le risorse europee dovranno giocare per indirizzare lo sviluppo in modo che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, in linea con l’Agenda ONU 2030 e gli accordi di Parigi per contenere le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici.

Tuttavia l’Unione dovrà mantenere alta l’attenzione per colmare le diseguaglianze e i gravi problemi di esclusione sociale che si registrano ancora oggi in numerosi territori europei. Molte regioni infatti hanno perso la loro competitività, hanno alti livelli di disoccupazione, soprattutto giovanile, altre sono vulnerabili rispetto all’impatto prodotto dalla crisi migratoria. Queste discrepanze sono state un catalizzatore per sentimenti antieuropei che vanno affrontati con un utilizzo ancora più efficace delle risorse comunitarie.  

Il rapporto contiene anche i bilanci nazionali degli stati membri. In Italia, grazie ai fondi Ue, 1,1 milioni di persone sono state raggiunte da una connessione internet veloce, 5 milioni di cittadini, di cui 600 mila giovani, hanno partecipato a iniziative di formazione finalizzata all’inserimento nel mondo del lavoro, 1,2 milioni di ettari di terreni agricoli sono stati convertiti ad agricoltura biologica.

 

 

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